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martedì 1 agosto 2017

L' Armonia delle sfere: la Musica come mezzo verso la Catarsi

La musica è basata sull’armonia tra Cielo e Terra, è la coincidenza tra il disordine e la chiarezza
Hermann Hesse




La musica delle sfere, detta anche musica universale, ebbe origine nell'antichità e continuò a essere seguita almeno fino al XVII secolo, suscitando l'interesse di filosofi, musicologi e musicisti.

Secondo Pitagora infatti, il Sole, la Luna e i pianeti del sistema solare, per effetto dei loro movimenti di rotazione e rivoluzione,produrrebbero un suono continuo, impercettibile dall'orecchio umano, e tutti insieme produrrebbero un'armonia. Di conseguenza, la qualità della vita sulla Terra sarebbe influenzata da questi suoni celesti.



Nel mondo greco il cosmo era quindi paragonato ad una scala musicale, nella quale i suoni più acuti erano assegnati a Saturno e alle stelle fisse. 
Il Sole era indispensabile per la realizzazione dell'armonia in quanto, secondo i greci, corrispondeva alla nota centrale che congiunge due tetracordi (accordi composti da quattro note). 
Secondo la tradizione Pitagora avrebbe per primo udito la sinfonia planetaria, riconoscendo la somiglianza tra i suoni delle sfere celesti e quelli dei colpi di martello sull'incudine. Servendosi di un monocordo avrebbe inoltre determinato i rapporti numerici corrispondenti alle consonanze musicali...



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martedì 22 dicembre 2015

I Mudra ed il potere dei gesti

“O Chanda, ti ho rivelato tutta la verità. Cosa potrei dirti di più! Nulla c’è al mondo meglio dei mudra, per avere un rapido successo e ottenere la perfezione”
(Gheranda Samhita, III, 95).





La parola sanscrita “mudra” è tradotta come “gesto” o “atteggiamento”. Si tratta infatti di atteggiamenti del corpo che esprimono simbolicamente la psiche: riflettono la mente nel corpo e il corpo nella mente.

. Possiamo quindi mandare un segnale alla mente attraverso un atteggiamento fisico. Atteggiamenti e posizioni adottati durante i mudra creano dunque un collegamento diretto fra corpo fisico, mentale e pranico...




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lunedì 7 dicembre 2015

Carl Gustav Jung e la Kundalini

Jung considerò la cultura indiana non per le opposizioni personale/impersonale o soggettivo/oggettivo, ma centrando la sua attenzione sul rapporto tra la consapevolezza personale e la Kundalini, le quali non si presentavano come una cosa sola: gli Dei erano completamente diversi dagli esseri umani.
 Era perciò necessario vivere, e stabilizzare, una presenza di salda consapevolezza del mondo prima che fosse possibile che il distacco gradualmente emergesse permettendo che l’altra, oggettiva realtà si connettesse con il conscio.





Carl Gustav Jung ha introdotto nella psicanalisi questioni cruciali sulla religione e sull’anima.
I viaggi di Jung in Africa ed in India gli permisero di confermare le sue scoperte sull’inconscio, giacché egli vide infatti nei processi culturali delle società pre-europee ancora intatte che incontrò, la prova visibile del funzionamento dell’inconscio...



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sabato 5 dicembre 2015

Il Settimo Chakra: Sahasrara

Il Settimo chakra, Sahasrara:“Io so”.




 Il centro del pensiero e della comprensione. Il suo funzionamento disarmonico o insufficiente è causa di rigidità, superficialità, insoddisfazione e mancanza di volontà spirituale.


Sahasrara è il settimo chakra, che ci collega con l’energia universale: attraverso di esso è possibile arrivare alla Luce di conoscenza e di consapevolezza del proprio essere, di serenità e di percezione dell’Unità nel Tutto...



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giovedì 3 dicembre 2015

Il Sesto Chakra: Ajna

 Il Sesto chakra, Ajna: "Io vedo".



Il centro dell’intuizione e dell’immaginazione creativa. Il suo funzionamento eccessivo o insufficiente è causa di mal di testa, problemi alla vista e neurologici, insonnia, autoesaltazione, materialismo e disturbi psicoemotivi.


Ajna è in relazione allo spirito e all'energia della luce e racchiude la capacità di superare il proprio ego e di sintonizzarsi con il proprio Sé superiore. 
Il sesto chakra esercita il controllo della coscienza ed è il centro di elaborazione delle percezioni sensoriali in immagini mentali coerenti e di comprensione delle energie sottili che collegano l’eterico con il fisico.

Ajna è la sede del terzo occhio, che nasce dalla fusione delle due visioni separate degli occhi fisici e può vedere oltre il velo della forma e dell'apparenza: permette di “guardare senza guardare”, di allargare i nostri orizzonti, di sviluppare la concentrazione e l’intuizione, di creare e proiettare immagini armoniche grazie a una visione armonica interiore.

Ajna, uno che diviene due...



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mercoledì 11 novembre 2015

Il Quinto chakra: Vishudda

Il Quinto Chakra, Vishudda: io comunico.




Come il primo chakra è connesso alla terra dalle gambe che fungono da radici, l’energia del quinto chakra scorre dalla gola lungo le spalle, le braccia e le mani, evocando l’immagine di rami destinati a portare fiori e frutti.

Attraverso la gola scorre il suono, le corde vocali fanno vibrare l’aria, nella bocca i suoni si articolano, si trasformano in parole, le parole unificano, informano e trasformano la coscienza.

La comunicazione, la possibilità di entrare in contatto gli uni con gli altri attraverso un’onda, una vibrazione e di uscirne modificati, è un profondo mistero.
 Il suo funzionamento eccessivo o insufficiente è causa di affezioni alle vie respiratorie, disturbi alla tiroide, rigidità cervicale, difficoltà di espressione verbale, autoritarismo e timidezza.

Il mistero dell’Arte, del canto, del suono, della parola, della scultura e della pittura giacciono racchiusi nel chakra della purificazione, dove la materia si proclama simbolo e ascende le sacre altezze dello Spirito.

 Il suo funzionamento eccessivo o insufficiente è causa di affezioni alle vie respiratorie, disturbi alla tiroide, rigidità cervicale, difficoltà di espressione verbale, autoritarismo e timidezza.


Il colore associato a Vishudda è l'azzurro. Il quinto chakra è situato nella zona della gola, all'incrocio delle ossa della clavicola, con il vertice nella terza vertebra cervicale .

Gli organi corrispondenti sono: la trachea, la gola, le corde vocali, il naso, le orecchie, le ghiandole endocrine della tiroide
Il senso corrispondente è l'udito.


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lunedì 9 novembre 2015

Il Quarto Chakra: Anahata

“Io amo”: Anahata è il quarto chakra, il centro dell’amore incondizionato e dell’armonia degli opposti. Il suo funzionamento eccessivo o insufficiente è causa di patologie cardiache e polmonari, asma, pressione alta e insonnia.






I colori associati al quarto chakra, ovvero Anahata,sono il rosa e il verde. Il chakra è situato nella zona dello sterno, davanti, e tra le scapole, dietro.
Gli
 organi corrispondenti sono: il cuore e il sistema circolatorio, i polmoni, il timo, gli arti superiori e le mani. 

Il senso corrispondente è il tatto.

Le sue funzioni principali sono l’amore, la compassione, la pazienza e l’umiltà. La parola chiave associata è IO AMO.
Anahata è in relazione all’elemento aria e racchiude la trasformazione e la guarigione di sé e degli altri. È associato alla nostra capacità di sentire l’amore puro e incondizionato, di entrare in sintonia a livello empatico con tutto ciò che esiste e di coglierne la bellezza e la perfezione, nonché di sapersi prendere cura di se stessi e degli altri.
Anahata ci chiede consapevolezza ed equilibrio nella percezione delle relazioni e nel rapporto con l’ambiente. Scopriamo che alla base dell’amore incondizionato c’è l’accettazione di noi stessi, così come siamo, e degli altri, senza volerli cambiare. Il cambiamento può avvenire soltanto in noi stessi, quando avremo riconosciuto tutti i nostri aspetti, liberato il cuore dalle sue cicatrici, dai traumi affettivi emozionalmente repressi, e intrapreso un percorso di guarigione e di crescita personale.
Attraverso il quarto chakra entrano in collegamento i tre chakra inferiori (legati alla terra) con i tre superiori (legati al cielo), il corpo con la mente, la realizzazione materiale con quella spirituale: Anahata è l’armonia degli opposti, l’asse centrale del Cosmo.

 Trascendiamo l’ego e ci troviamo al centro del sistema dei chakra, il cui compito è integrare il basso e l’alto, il dentro e il fuori, lo spirito e la materia, l’io e il non-io, la mente e il corpo.

Luogo dell’unione, della conciliazione degli opposti, dell’identità più pura e profonda, regno della pace e dell’armonia, dell’Amore nella sua essenza trascendente di principio deificante.


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sabato 14 marzo 2015

La Medicina Ayurvedica

L’Ayurveda non è solo una medicina con un’ampia profondità di pensiero filosofico, clinico e terapeutico, ma rappresenta anche una visione filosofica e scientifica di esteso respiro e complessità, legato al peculiare sistema di osservazione dell’espressione della natura.




La Tradizione (di qualunque natura e provenienza essa sia) è un distillato evolutivo dell’esperienza e quindi della memoria stessa. E’ solo nelle Tradizioni che possiamo ritrovare la nostra vera natura e recuperare ciò che abbiamo dimenticato, ciò che ci ha fatto perdere di vista il senso delle cose e della vita stessa. Fra le tradizioni più antiche del mondo, sopravvissute intatte in millenni di storia, l’Ayurveda, definita anche “medicina tradizionale indiana”, significa letteralmente “conoscenza della vita o della durata della vita” e tale significato va ben oltre il semplice concetto di cura medica.

Una leggenda indiana  racconta che durante il rimestamento delle acque primordiali che avevano sommerso la Terra (una similitudine con il Diluvio Universale).
Gli Dei e i Demoni, per l'occasione, unirono le loro forze nella speranza di estrarre il nettare degli dei, che avrebbe donato loro l'immortalità.
Utilizzarono il grande serpente del tempo Ananta come fune. Frullando le acque, videro affiorare via via ogni cosa positiva e importante per tutta l'umanità.
Tra queste, Surya (il Sole), Lakshmi (Dea della Fortuna), L'Amrita (il nettare degli Dei), Dhanvantari (Signore della medicina ayurvedica)....
Ed ora, per fortuna, anche in Occidente si comprende il profondo beneficio di questa antichissima e utilissima pratica medica.





Il termine Ayurveda deriva dal sanscrito, antica lingua indiana, e più precisamente dall'unione di due parole Ayu Veda. Il termine Veda indica la conoscenza mentre Ayu sta ad indicare "vita", quindi Ayurveda intesa come Scienza della conoscenza della vita.




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lunedì 16 febbraio 2015

Il Terzo Chakra: Manipura

Il Terzo Chakra, Manipura



“Io posso”: Manipura è il terzo chakra, il centro della volontà e della realizzazione personale. Il suo funzionamento eccessivo o insufficiente è causa di problemi legati alla digestione e al fegato, depressione e iperattività.

Manipura: colore e forma del chakra


Il colore associato al terzo chakra Manipura è il giallo. Il chakra è situato nella zona del plesso solare, tra l’ombelico e lo sterno. 
Gli organi associati sono: lo stomaco, il pancreas, il fegato, la cistifellea, la milza e l’intestino tenue, denti e unghie.
Il senso corrispondente è l’olfatto.


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sabato 14 febbraio 2015

Il Secondo Chakra: Svadhishtana

Il Secondo Chakra. Svadhishtana.








“Io sento”: Svadhishtana è il secondo chakra, il centro del desiderio e della capacità di provare emozioni. Il suo funzionamento eccessivo o insufficiente è causa di problemi legati alla sessualità, ipersensibilità, disturbi ai reni e alla circolazione



Svadhishtana è in relazione all’elemento acqua e racchiude la capacità di provare emozioni, è connesso con il desiderio di unione sessuale con l’altro e di riproduzione, sovrintende il bisogno di socializzare e di espadere la nostra personalità, l’equilibrio tra il dare e l’avere. Le qualità che lo caratterizzano sono la sensibilità e la creatività...





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venerdì 13 febbraio 2015

Il Primo Chakra: Muladhara



Il Primo Chakra, Muladhara.



“Io esisto”: la radice e il sostegno dell’organismo. Il suo funzionamento eccessivo o insufficiente è causa di problemi legati alla volontà di vivere, al soddisfacimento dei bisogni materiali e alla sicurezza personale
 E’ l’inizio del viaggio, la base del sistema, la pietra su cui poggiano gli altri chakra.
L’energia della materia, del denaro, del cibo, delle cose solide e terrestri, delle radici che penetrano profondamente nella realtà e ne traggono nutrimento.
E’ la capacità di appropriarsi di ciò che è indispensabile per il proprio sostentamento, dal cibo allo spazio, alla posizione sociale, al proprio compagno o compagna.
Energia di movimento, di conquista, di aggressività.

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lunedì 9 febbraio 2015

I sette corpi energetici

Ad ognuno dei sette Chakra si è soliti associare un'emanazione energetica specifica, ovvero un preciso corpo energetico.
I Chakra costituiscono una straordinaria rete multidimensionale di collegamento tra le varie dimensioni di cui siamo costituiti.

 Ogni essere vivente, infatti, non è esclusivamente un essere fisico, ma il corpo materiale è solo la risultante di tutta una serie di strutture energetiche che sono il suo vero essere;  strutture energetiche senza le quali il nostro corpo non potrebbe esistere. 


Questo sistema energetico è costituito da tre diverse strutture fondamentali:



corpi sottili o aure sono i vari corpi energetici che costituiscono il vero essere di una persona, la sua essenza. I corpi sottili in una persona sono 7...



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domenica 8 febbraio 2015

Il Tantra -Parte 2


Possiamo ora parlare del Tantra e del motivo per cui esso fu creato e ci fu offerto.




Dai rishi (saggi indiani):

 “Gli uomini saggi che hanno raggiunto la suprema realizzazione del Sé, una volta che hanno percepito e compreso che tra il proprio sé e quello divino non esiste alcuna differenza, essi sono diventati uno con il Sé Divino. Si sono liberati da ogni desiderio e passione individuale, nel momento in cui hanno percepito e hanno compreso che tutte le loro azioni in questa vita sulla terra sono guidate da Dio; allora hanno raggiunto la liberazione suprema. Coloro che hanno visto che Dio si riflette in ogni aspetto in questa terra, hanno raggiunto la pace interiore e sono diventati uno con l’Intero Universo, percependo i segreti della vita eterna”. 


In questo paragrafo, i rishi descrivono la realizzazione ultima dell’uomo, che è la rivelazione del Sé Supremo immortale, Atman, e la fusione beatifica con Dio Padre.

Per poter comprendere a cosa si riferisce il testo, esaminiamo analiticamente gli elementi essenziali che lo compongono utilizzando una metafora semplice:

L’unione tra l’anima individuale con quella Suprema, così come una cellula comprende che è parte di un intero corpo;

La liberazione da ogni desiderio personale, analogicamente con la cellula che comprende e che chiede ossigeno per realizzare il suo ruolo nell’organismo;

Comprendere il fatto che il Sé Supremo è il motore di tutto ciò che accade nell’intera manifestazione, per analogia con una cellula che “comprende” che tutto ciò che è in lei e attorno a lei è creato dall’intero corpo;

Lo stato di pace beatifica del Sé (qui la metafora con la cellula non è più valida) è uno stato che niente può perturbare. Una profondità che non conoscerà mai il movimento, come se non fosse niente, come se non fosse stato niente e non lo sarà mai, come quando tutte le forme sono svuotate dall’essenza.

Questa realizzazione spirituale può sembrare fantastica all’uomo normale e per coloro che sono all’inizio di questa via; il tantra gli offre una pratica che rende spirituale ogni momento del presente, fa si che ogni camera diventa un tempio, ognuno sembra diventare una bacchetta d’oro e ogni viso umano, un viso di Dio.

Il trattato mistico segreto fondamentale “Vijnana Bhairava Tantra” ci offre molti esercizi spirituali in cui la realtà è percepita come un mistero divino. Sono qui descritti metodi d’illuminazione spirituale partendo dai momenti quotidiani: come possiamo percepire il Vuoto Divino mentre osserviamo un lago, o la modalità di controllare l’energia dello starnuto per ottenere un momento di illuminazione, ecc. Anche ai nostri giorni incontreremo monaci che si solleticano il naso con una penna cercando di raggiungere con l’aiuto dello starnuto uno stato di trascendenza. Per finire, prendiamo in prestito le parole di Rabbi Nachman che diceva: “Gli uomini semplici mangiano per avere energia, i saggi studiano la Bibbia per sapere come mangiare”. Questa è un’attitudine tantrica, di portare il sacro in modo spontaneo nella vita di ogni giorno.




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I Chakra


I Chakra sono dei vortici di energia che hanno la funzione di assorbire l’energia universale per alimentare i vari livelli del campo energetico, collegarli con il corpo fisico, e rilasciare energia all'esterno.




I principali chakra sono 7, (ma ne esistono molti altri)  e sono composti da un vortice anteriore ed uno posteriore fatta però eccezione per il primo ed il settimo chakra, che invece sono singoli.



Chakra è una parola sanscrita, appartenente all'antichissima India, con diverse traduzioni che rimandano sempre al significato di una "forma circolare" : cerchio, ruota, vortice, o movimento energetico che si allarga a spirale Bindhu, ossia punto da cui tutto parte e a cui tutto torna. 


In più i chakra sono correlati ai livelli della coscienza, agli elementi archetipici, alle fasi inerenti lo sviluppo della vita, ai colori, suoni, alle funzioni del corpo e a molto, molto altro.



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Fonte:http://www.alkaemia.it/chakra_cosasono.php

         http://www.etanali.it/chakra.htm

giovedì 5 febbraio 2015

Che cos'è la Kundalini?

Che cos'è  la Kundalini?







Quando l’energia entra nel corpo e discende lungo la spina dorsale, rimane intrappolata, per cosi dire, nel polo inferiore (che ha come polo opposto l’anahata chakranel cuore). Affinchè l’energia possa essere innalzata nella spina dorsale, Kundalini deve prima essere “risvegliata”, il che significa che la sua presa sulla coscienza della materia deve allentarsi. La forza di quella presa è determinata dal livello di attaccamento materiale presente nella mente. Il non-attaccamento alla materia rende libera l’energia di elevarsi nella spina dorsale. Nell’attraversare ogni chakraessa si ritrova bloccata come da una porta “chiusa”, un blocco causato dal flusso dell’energia che scorre verso l’esterno attraverso quei plessi. Mentre sale, Kundalini deve “risvegliare” spiritualmente ogni chakra...


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"Il Sé è la sola realtà fondamentale a cui l’uomo può attingere. Il risveglio della Kundalini può diventare il punto di partenza per un mondo totalmente diverso dal nostro: un mondo infinito."

C.G. Jung





Se all'interno di questo cammino,  senti il bisogno di un parere , di un sostegno o di una GUIDA PRATICA su come poter affrontare questo tipo di dinamiche, puoi contattarmi su: 
ilpercorsoprofondissimo@gmail.com




Fonte: “L'Essenza della Bhagavad Gita
Commentata da Paramhansa Yogananda nei ricordi del suo discepolo Swami Kriyananda” di
Swami Kriyananda 
Cos'è la Kundalini